lunedì 6 aprile 2020

articolo numero#sei-tris - covid-19, colera e rinascimento urbano napoletano nel 1885 (terza parte)

giorno 97 dell'anno 2020
risanamento urbano ai tempi del colera

Nota ai lettori: La prima e seconda parte del post sono in coda al presente


Santa Lucia
Nel 1888 si riunisce in consorzio la Società per il Risanamento, il cui lavoro progettuale verrà coordinato, per l'appunto, dall'Arch. QUAGLIA, posto alla direzione dell'Ufficio d'Arte della stessa Società, che provvederà alla cura e rassegna definitiva degli elaborati architettonici incentrati sullo studio di quattro principali tipolo
Tipologie edilizie a corte
gie edilizie abitative.

In linea con quanto prescritto dagli Uffici municipali e dal piano urbanistico redatto dei colleghi Giambarba e Bruno, Quaglia uniforma i caratteri dell'edilizia popolare all'aspetto formale complessivo dell'intero nuovo impianto urbano, studiando con estrema attenzione i prospetti degli organismi edilizi, i loro affacci e le relazioni tra i lotti limitrofi, ricalcando i caratteri vernacolari dell'architettura abitativa partenopea in favore di un miglioramento dei singoli impianti planimetrici, pensati con tipologia a palazzina, e tipiche corti (talvolta doppie), caratterizzate da quattro/cinque piani fuori terra e servite da molteplici corpi scala (da 1 a 4), a seconda della dimensione e morfologia del singolo lotto. 


Tipologie edilizie a corte
Il fondo archivistico ci mostra un lavoro piuttosto consistente, nel giro di 9 anni vennero infatti progettati oltre 280 fabbricati urbani destinati a ceti medio-bassi, caratterizzati da ammirevoli sperimentazioni architettoniche sul piano sia tipologico che morfologico; il lavoro di Quaglia e del suo Ufficio d'Arte venne così reso attuativo dalla Commissione, disponendo, in ossequio alla cultura urbanistico-edilizia preunitaria, di parcellare l'intero piano stralciando le singole tavole e permettendo così di pianificare i singoli interventi da eseguire sui lotti interessati dall'edificazione, individuando puntuali criteri di riconoscibilità a seconda dei tessuti.

Per quanto attiene alle soluzioni architettoniche proposte, gli archivi storici (Municipio e fondo della Banca d'Italia) ci mostrano un cospicuo lavoro di sperimentazione ed articolazione compositiva profusa dai progettistiforse, mai raggiunta in Italia sino ad allora; è il caso di menzionare le nuove espansioni residenziali realizzate nell'area dei pressi del Marcato, ove la flessibilità dei singoli alloggi trovava flessibilità ed organizzazione attraverso moderni concetti di modularità spaziale; scompaiono lunghi e ciechi corridoi interni in favore di stanze passanti dotate di doppi affacci.

Nel brano orientale e periferico della città, bonificato dalla precedente reggenza borbonica e caratterizzato in quegli anni da campi agricoli, viene approvato il progetto di Giambarba per la realizzazione di un quartiere operaio che desse residenza ai lavoratori dell'area industriale e produttiva.
A sud della stazione centrale, viene proposta una maglia urbana ortogonale con l'inserimento di tipologie edilizie intensive (dai 16 ai 20 alloggi ciascuna) a cinque piani con base rettangolare, impostate su doppi cortili (vd figure).
E. Manet - Il bar delle Folies-Bergère
Le tipologie edilizie del ventre storico, diradato ed igienizzato con l'apertura del Rettifilo, vennero impostate sull'originaria matrice abitativa napoletana, a conservazione delle consuete abitudini quotidiane del cittadino partenopeo: botteghe produttive e locali commerciali ai piani basamentali, necessarie per garantire continuità all'uso e costume tipico della città del sud.
La strada, oltre i cortili, concepita come nuovo principio ispiratore di modernità, quella ritratta dagli espressionisti francesi e decantata da Baudelaire, capace di rendere partecipi i passanti con la vita urbana e la sua nuova città; una città moderna, fatta di locande, bar e caffetterie.


Il Caffè di napoli! Come scrive Erri De Luca, “A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco"!

Auguriamoci di poter uscire presto, per tornare a sorseggiarlo tra i fitti vicoli, colmi di odori, urla e clamori.
Forza Napoli.

L. 

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